
DALLE PAROLE AI FATTI: 5 nuovi ponti per la sicurezza di Ricortola. Assemblea pubblica promossa dal Circolo 1° Maggio (Sinistra Ecologia Libertà Massa) per martedì 24 gennaio alle ore 21.oo presso il Ristorante Cavallino Rosso (via Pietrasanta –Ricortola). Interverranno:
Roberto Pucci, sindaco di Massa
Martina Nardi, vicesindaco di Massa
Fabrizio Brizzi, assessore al Comune di Massa
Loreno Vivoli, assessore al Comune di Massa
Ci auguriamo che quella del circolo di Ronchi sia una pallida e mal riuscita caricatura del PD nazionale; se così non fosse ci sarebbe da temere per il futuro della sinistra (della quale ci riteniamo parte integrante) nel nostro paese. Ad ogni modo crediamo sia opportuno fare alcune precisazioni ai “pidini” di Ronchi. In primo luogo è bene precisare che non solamente i circoli del PD sono abilitati a far politica; nel nostro partito li circoli non stanno a pettinare le bambole, ma appunto fanno politica, come del resto ci sembra faccia anche il circolo PD di Ronchi, anche se -a nostro sommesso avviso -il loro modo di fare politica ci sembra non condivisibile. Ma andiamo per ordine: Le primarie non le hanno inventate loro, visto che quando per la prima volta in Italia si sono svolte il PD non esisteva, ma anche se così fosse ciò non li autorizzerebbe a stabilirne le modalità e i tempi di utilizzo. Le primarie sono uno strumento importante di democrazia e di partecipazione affinché l'elettorato di una coalizione o di un raggruppamento politico possa liberamente esprimersi e scegliere il proprio candidato: ciò è tanto più importante ed evidente quando un mandato finisce e ne deve cominciare un altro. Tanto per rinfrescare la oscurata memoria dei pidini di Ronchi terminato il primo mandato di governatore Nichi Vendola è stato riconfermato quale candidato della coalizione dalle primarie pugliesi. Se poi dovessimo seguire il filo (il)logico del PD di Ronchi (ma anche di Massa) allora nella nostra città le primarie sarebbero da escludere visto che per il sindaco Pucci si tratterebbe del secondo mandato; ovviamente così non è: per Sel le primarie a Massa si faranno, perché questa, senza infingimenti e sotterfugi, è la democrazia e la partecipazione nella quale crediamo e lo è, a quanto pare, anche per quegli iscritti e militanti del PD apuano che hanno dato vita al cosiddetto correntone che ha tra i suoi principi ispiratori lo svolgimento della primarie senza se e senza ma. Le arroganti discriminazioni, prerogativa del PD apuano riteniamo non possano portare da alcuna parte. Anche a noi sta a cuore le ricomposizione di una coalizione di centro-sinistra nella nostra città e nella nostra provincia, ma ciò deve avvenire nella chiarezza; piaccia o non piaccia l'attuale maggioranza che guida Massa ha una sua precisa composizione e da un tavolo programmatico di centro-sinistra non può e non deve esser esclusa alcuna delle componenti dell'attuale maggioranza. Purtroppo ci rendiamo conto che a tre anni di distanza il PD in questa città non ha ancora fatto una seria analisi sulle ragioni per cui al ballottaggio del 2008 molti elettori e simpatizzanti del PD hanno votato per Roberrto Pucci, a nostro avviso è venuto il tempo per il PD di Massa per la elaborazione del lutto. Su Carrara, infine riteniamo di dover stendere un velo pietoso se a pochi mesi della scadenza elettorale il sindaco Zubbani (ma anche la direzione comunale del PD) ha offerto un posto in maggioranza a Sel e Idv con il chiaro intento di portare questi due partiti ad avvallare , a termine corsa, l'operato di un'amministrazione comunale caratterizzata da poche luci e molte ombre. Ovviamente per noi anche in quella città vale la regola della massima democrazia e partecipazione che in previsione della tornata elettorale non può che esprimersi con la convocazione delle primarie di coalizione.
12 milioni di persone in Europa. La prima minoranza etnica.
160.000 persone in Italia.
Una bandiera: il colore dei prati, del cielo, una ruota rossa con 16 raggi.
Un inno: Gelem Gelem.
Nessuno viene abbandonato. Un popolo. 30.000 persone Rom in Italia vivono oggi in una condizione di estrema emergenza, di emarginazione sociale, pubblica e privata. Cinque famiglie tra queste 30.000 persone, sono parte della nostra comunità. Residenti a Massa, da sempre, vivono una situazione di intollerabile disagio. Trovare una soluzione alla loro difficoltà è compito della comunità tutta. Creare un Comitato, mettere insieme delle persone sotto la sigla No al Campo Nomadi, è aberrante e paradossale. Le famiglie di cui stiamo parlando non sono nomadi, non si spostano da un sito ad un altro. Solo in Italia si affronta una emergenza abitativa creando dei “campi nomadi”, quindi ghettizzando e tentando di chiudere nell'invisibilità e nella marginalità una minoranza etnica. Solo nel nostro paese e oggi nella nostra piccola comunità si istiga all'odio razziale sfruttando la difficoltà di qualcuno. Esponenti della destra scrivono e agiscono per creare una tensione sociale distruttiva e aberrante. “Se si inizieranno i lavori per il Campo” scrive Benedetti “è molto probabile che ci saranno problemi di ordine pubblico”. Non vogliamo che questa sia la nostra comunità. Quello dei Rom è un popolo. Quelli a cui stiamo dicendo no sono persone. È umiliante dover scrivere qualcosa di così ovvio. Le proposte avanzate dal consigliere Benedetti per trovare un nuovo sito, lontano dalle abitazioni, controllabile (chiuso da un cancello), per scrivere alle porte del nostro territorio città - DENOMADIZZATA, le azioni compiute in questi giorni radunando una comunità contro qualcuno, dimostrano odio e paura. Respingere, rimandare a casa loro, nascondere alla vista dei “normali e onesti cittadini” è la soluzione che da sempre ci propongono. Vorremo veramente che nessuno dei nostri concittadini si facesse piegare a questa rappresentazione agghiacciante. L'amministrazione comunale ha messo in campo una soluzione temporanea per rispondere all'emergenza di queste cinque famiglie. È stato portata la questione all'interno di una commissione, sono stati interpellati i servizi sociali, la fondazione Michelucci che si occupa di queste situazioni emergenziali in Toscana, si sono fatti incontri, sopralluoghi, si sono valutate le alternative. C' è un errore macroscopico in tutto questo e forse dovremmo ringraziare il consigliere Benedetti che ci da la possibilità di rimediare. Non è stata coinvolta la comunità delle Jare in questo percorso. È una mancanza enorme, è una necessità di tutti, forse per prime proprio di queste famiglie per non essere percepite come un corpo estraneo da espellere, da tollerare con distanza. È una occasione. È possibile riuscire a pensare che qualcuno che arriva sia una ricchezza e non un nemico da combattere, da abbattere. Occorre creare un percorso, con tutti i soggetti coinvolti avendo una prospettiva ampia: oggi dobbiamo rispondere all'emergenza di 5 famiglie ma dalla strada che cominciamo a percorrere deve uscire un progetto di prospettiva, si deve aprire un dialogo interculturale, un dialogo fra pari, che si conformi a quelle che sono le direttive europee sulla situazione dei Rom nella nostra comunità (Risoluzione del parlamento Europeo del 9 Marzo 2011 sulla strategia dell’UE per l’inclusione dei Rom). Casa, istruzione e lavoro. Mettiamo a sistema tutte le forze e le risorse di cui possiamo disporre: dall’amministrazione di Massa a quella di Montagnoso, dai singoli cittadini alla Regione, a tutte quelle associazioni che da anni si battono e si impegnano in progetti di integrazione reale, come l’ass. Nazione Rom ( http://nazionerom.blogspot.com), che già si impegna nel nostro territorio, nella persona di Marcello Zunisi al quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà e la condanna per le minacce che ha ricevuto, minacce che nascono dall’odio seminato in questi giorni. Progetti di inclusione sociale, finanziati anche dalla UE possono essere messi in campo con successo nella nostra città, che potrebbe diventare un esempio da seguire per le altre comunità, anziché farsi dipingere come uno dei tanti, troppi, luoghi razzisti e respingenti del paese. Pensiamo alla nostra comunità in positivo, proviamo a scorgere, dietro le difficoltà oggettive che abbiamo davanti, delle opportunità e a costruire quindi le nostre soluzioni percorrendo questa strada. Contro la paura.
Circolo Politico Culturale Fabrizio De Andrè Via Alberica Massa
In questi giorni il segretario comunale del PD ha rilasciato alla stampa dichiarazioni che, se non fosse per la schizofrenia che oggi contraddistingue il PD nella nostra provincia, potrebbero essere rubricate come esilaranti. Purtroppo, invece, dobbiamo amaramente constatare che se il PD comunale e provinciale potesse essere assimilato ipoteticamente ad una persone, allora, ci sarebbe la urgente necessità di un intervento di uno psichiatra di fama e di immense capacità. Non ci interessano, in questa sede, le problematiche interne a quel partito, anche se dobbiamo rilevare che se una parte di suoi militanti e aderenti (tra cui amministratori ed intellettuali) ha deciso di fare un simile “passo” vuol dire che qualcosa all'interno del PD non funziona proprio come la dirigenza vorrebbe farci credere. A nostro avviso ben altri sono gli aspetti, rintracciabili nelle dichiarazioni di Ugolotti, che denotano la schizofrenie e lo stato confusionale del PD apuano. Tutto ruota attorno alla questione delle primarie. Il segretario comunale del PD afferma che il suo partito è fautore delle primarie in previsione della prossima tornata elettorale: peccato che dello stesso avviso il PD di Massa non lo sia stato nel 2008 costringendo una parte consistente di suoi militanti e dirigenti a percorrere un'altra strada che ha portato alla costituzione dell'attuale maggioranza (attorno aad una serie di proposte programmatiche tra le quali la dismissione di “Massa Servizi” particolarmente osteggiata dal PD e dalla coalizione che allora governava la città) e ad una solenne bocciatura del PD massese. Quindi ben vengano le tardive adesioni del PD alla indizione per le primarie in previsione dellea prossima tornata elettorale: si cominci sin da ora ad aprire un laboratorio programmatico con il PD, le attuali forze politiche attualmente alla guida della città aperto a tutte quelle realtà della società civile, sociali e culturali e che riconoscono nel progetto fondante del centro sinistra; diversamente se si comincia ad introdurre discrimini e distinguo pensiamo che sia difficile addiivenire ad un qualche impegno comune. Se ci spostiamo, poi, di una manciata di chilometri e arriviamo a Carrara, dove le elezioni amministrative sono previste il prossimo anno, lì troviamo il PD su una posizione di di chiusura nei confronti delle primarie, tutto arroccato nella strenua difesa di una giunta nominalmente(e con un grande sforzo di fantasia) definibile di centro-sinistra. Il nostro partito da sempre si batte per le primarie e si considera parte integrante del centro-sinistra; riteniamo il PD importante e necessario per un progetto ed un programma di centro-sinistra, ma ciò richiede una condivisione delle regole di democrazia nella scelta dei candidati e soprattutto ritiene inderogabile uno status paritario tra tutte le componenti che si mettono al tavolo del centro-sinistra: partiti che nel centro sinistra credono, movimenti e spezzoni della società civile e del volontariato che intendono operare per un vero rinnovamento della politica anche a livello amministrativo locale; avviato questo percorso, poi ci potrà essere posto per un confronto serio e proficuo con quanti vorranno partecipare ad un progetto di innovazione della politica anche a livello locale.
Siamo fortemente preoccupati dalla”piega” che sta prendendo il dibattito sulla situazione della sanità nella nostra provincia. Assistiamo al fiorire di associazioni, gruppi e gruppetti, comitati vari che si mobilitano per difendere situazioni particolari, limitate spesso di prossimità mentre il contesto generale e la sua complessità risultano sfocati, messi in secondo piano quasi che difendere un presidio distrettuale o un presidio ospedaliero di per sé renda un servizio positivo allo stato del nostro sistema salute. A prestare il fianco a un proliferare di simili situazioni, poi, l'attuale dirigenza dell'Asl non si può negare che abbia fatto la sua parte. Così la DG qualche tempo fa ha ben pensato di dare in pasto all'opinione pubblica una bozza di Pal che, come si dice, “gridava vendetta” a ogni riga, stravolgendo con certosina maniacalità ogni più elementare logica che dovrebbe stare alla base di un Pal rispettoso di un razionale e armonioso sviluppo di un sistema sanitario compatibile con le esigenze di una normale collettività qual'è quella apuana. Ciò a sollecitato la nascita appunto di comitati, comitatini e alimentato le più assurde richieste , dettate da particolarismi spesso assurdi, che nulla avevano a che fare con un serio sviluppo della sanità locale. In estrema sintesi in quel documento si avviava una riorganizzazione della sanità in previsione dell'apertura dell'Ospedale Unico partendo dal sistema ospedaliero dimenticando che il nuovo plesso di via Mattei sarà un Ospedale per acuti e che per fare “sistema” è necessario una rete sanitaria territoriale che possa supportate il nuovo presidio ospedaliero. Insomma la DG in quel PAL aveva avviato la costruzione “dal tetto” dimenticando le fondamenta. Ovviamente quell'assurdità è stata ritirate e definita “cara straccia” e ora si tratterà di mettere finalmente mano al nuovo Pal tenuto conto, come previsto dalla legge, degli indirizzi della Conferenza dei Sindaci e non delle particolari inclinazioni di un DG che ad oggi tutto a dimostrato fuorché essere un manager adatto per una struttura sanitaria pubblica. Crediamo che si debba cominciare a organizzare la sanità territoriale in modo tale da reggere l'impatto con l'Ospedale unico (che giova ricorda lo sarà struttura per “acuti”), potenziando il territorio rivedendo potenziando l'organizzazione dei distretti e dei presidi distrettuali, avviando sinergie operative tra medici di basa-distretto-ospedale; attuando protocolli per la presa in carico dei pazienti dimessi dall'Ospedale, avviando analisi epidemiologiche di prossimità per impostare politiche di prevenzione mirate, potenziare e qualificare l'assistenza domiciliare, prevedere sinergie con i servizi sociali per minimizzare quei casi di emarginazione che maggiormente possono influire sullo stato di salute di alcune realtà. Siamo sicuri che se ci sarà la volontà politica di partire da qui, se ci sarà la capacità di fare azione di conoscenza per ottenere condivisione da parte della pubblica opinione tutte quelle realtà che oggi, a volte anche in buona fede, si battono per la anacronistica conservazione dello staus quo saranno emarginate dalla stessa opinione pubblica: allora, e solamente allora, si potrà procedere ad una moderna, efficace, efficiente ed economicamente compatibile riorganizzazione del sistema ospedaliero
Operaio prima, operaio adesso! L’ex segretario provinciale della FIOM-CGIL è stato assunto in maniera ineccepibile come lavoratore interinale all’ASMIU. Le indecenti accuse a cui è stato sottoposto vanno respinte al mittente che, trincerandosi dietro l’anonimato è, proprio per questo atto di vigliaccheria, delatoria e fuorvinate, giudicabile nella sua nefandezza etica e bassezza umana, come l’utile idiota al servizio di una vera e propria macchinazione infamante di cui rimangono ignote sia le vere ragioni che i mandanti. Ciò che però scandalizza di più è l’assordante e complice silenzio dei vertici locali della CGIL; nessuna solidarietà è stata infatti espressa nei confronti di Castelli ne dalla segretaria della Camera del Lavoro ne dal nuovo segretario della FIOM di Massa Carrara. Per fortuna ci hanno pensato i lavoratori in carne ed ossa quelli della Syn-tech, della EATON, della ICA e molti altri! Quando verrà il tempo dello scoprire alla luce del sole le discutibili relazioni politico-sindacali, le parentopoli e i privilegi di una della tante italiche “caste”, allora i dirigenti di tutte le sigle sindacali avranno qualcosa di cui occuparsi e magari preoccuparsi, anche a Massa Carrara. Nel frattempo al “nostro” compagno Alessio va la nostra sincera vicinanza e l’augurio di buon lavoro!
Non capiamo proprio la posizione di Giusti (Associazione Frediani) nei confronti di SEL e IDV sull’ospedale di Carrara; ci viene quasi il dubbio che sia in malafede (nei nostri confronti). Sì, perché noi mai abbiamo criticato i cittadini e mai abbiamo sostenuto che l’ospedale, oggi, debba chiudere! Abbiamo criticato, questo sì e con forza, coloro che riteniamo responsabili di questo sfascio ed oggi si ergono a paladini della difesa territoriale di una parte della sanità apuana! Questo è inaccettabile!! E’ inaccettabile che dopo otto anni, ripetiamo OTTO ANNI!!, nulla sia stato fatto in funzione dell’Ospedale Unico (ne ha parlato qualcuno in questi anni?) e di quella che sarà l’organizzazione della sanità in provincia ( e a Carrara in particolare). Abbiamo criticato gli sprechi (parentopoli dice nulla???); abbiamo criticato chi nega il buco di 300 milioni (oltre 70 strutturali annui); abbiamo criticato un uso clientelare/partitico dei vari primariati (doppi in una provincia di duecentomila persone); abbiamo criticato scelte che penalizzano i più deboli (la Lunigiana in primis); abbiamo criticato un modello di sanità ospedalizzante!! I cittadini devono essere curati PRIMA di doversi ricoverare!! La prevenzione e la cura sono la battaglia da portare avanti per garantire la salute dei nostri concittadini (intendendo quelli della provincia intera!!) Dunque: perché l’attacco a SEL e IDV? Per difendere Zubbani e la sua giunta corresponsabile del disastro sanità? Abbiamo notizie di contrazioni (drammatiche) di posti di lavoro nell’indotto (le cooperative che gestiscono parte dei servizi); abbiamo notizie di allungamenti dei tempi di attesa; abbiamo notizie di imminenti chiusure di servizi territoriali: chi ha prodotto tutto questo DEVE andare a casa! Come mai nessuno ha mai chiesto le dimissioni dell’ex Direttore Delvino? Noi non siamo il “partito della De Lauretis” ma crediamo che non sia venuta a Massa - Carrara per un suo capriccio, ma per tentare di mettere mano ad un disastro che altri avevano creato. Sta operando bene la nuova Direttrice? Crediamo di NO, soprattutto perché ritiene di risolvere tecnocraticamente un problema sociale e sanitario che avrebbe bisogno di un chiaro indirizzo ed impegno politico. Ma ci chiediamo: se questa politica ha prodotto tutto ciò, come possiamo affidarle il compito di rimediare al danno che la stessa ha prodotto? Crediamo che sia un dubbio che laceri la De Lauretis, ma anche lo stesso Rossi. Carrara, 08 agosto 2011
Lo stato di disagio e di criticità della nostra Asl è di disarmante evidenza, sotto gli occhi di tutti i nostri concittadini e soprattutto di coloro che si trovano nella necessità di dover ricorrere alle prestazioni della nostra sanità pubblica. Per essere chiari, il servizio sanitario della nostra provincia sta conoscendo uno sconquasso che solamente eufemisticamente potremmo definire preoccupante: reparti e servizi che scompaiono da un giorno all'altro perché oggetto di semi accorpamenti , prestazioni ridotte con la creazione di disagi per il trasferimento di alcune funzioni ad altre Asl o Aziende ospedaliere (come ad esempio sta succedendo per dermatologia), operatori e del settore costretti a fare i salti mortali per garantire livelli di efficacia ed efficienza degni di essere tali, interi reparti (ad esempio psichiatria) che hanno difficoltà ad attuare un programma terapeutico per scarsità di farmaci; intere popolazioni costrette a sobbarcarsi viaggi di oltre 50 chilometri per poter partorire; distretti socio-sanitari in sofferenza a causa della carenza di personale; accertamenti diagnostici e clinici caratterizzati da liste di attesa abnormi; senza parlare poi dei pronto soccorso intasati all'inverosimile e con tempi di attesa prima di riceve le prestazioni dovute francamente inaccettabili. Tutta questa situazione, a quanto ci viene sbandierato in conferenze e dichiarazioni agli organi di informazione è figlio (non ci è dato sapere se legittimo o illegittimo) del buco finanziario di oltre 250 milioni di euro, dovuto all'allegra, si fa per dire, gestione che una dirigenza incapace e disonesta che ha amministrato la sanità pubblica provinciale negli anni recenti. Come di ricorderà, scoperta la falla la Regione toscana si è attivata per rimuovere parte del manegment e commissariare l'Asl al fine di stabilire la natura e le proporzioni del buco finanziario. Terminata quell'operazione nel corso della quale si sono accentuati i disagi anche per le estemporanee proposte del “commissario” (come quello di decurtare il debito con i fornitori molti dei quali facevano i salti mortali per poter pagare i loro dipendenti) la Regione toscana ha conferito l'incarico di direttore Generale al alla dottoressa De Lauretis, già commissario la quale ha continuato a fare il commissario tagliando servizi, riducendo prestazioni, penalizzando il personale e i cittadini: tutto questo mentre la regione e il DG continuano a sbandierare ai quattro venti che non ci sono disagi se non marginali e, per così dire, fisiologici per i cittadini. Intanto a farne le spese di una situazione paradossale e insostenibile sono soprattutto le fasce più deboli e disagiate, mentre per quel che riguarda i colpevoli del famigerato buco, c'2 da esserne quasi certi, saranno i soliti ladri di polli. Ora ci domandiamo quale parte attiva ha avuto la collettività apuana negli sprechi, negli appalti impropri, nel conferimento a pioggia di incarichi e consulenze esterne (magari conferite ed amici o amici degli amici), al deposito in polverosi magazzini di macchinari e attrezzature pagate centinai a di migliaia di euro a mai attivate? In tutta questo stato di cose ci sfugge la funzione della Conferenza dei Sindaci” e del suo presidente se non per la latitanza di un organismo che dovrebbe essere di indirizzo e di controllo ma che nei fatti non sta dando né indirizzi né tanto meno esercitando controlli tesi a minimizzare i disagi e massimizzare le risposte alle esigenze di salute della collettività.
La posizione del Circolo G.Bruno sulla questione delle dimissioni di Dell’Amico e le critiche alla giunta Zubbani
Mai come questa volta siamo (quasi) d’accordo con Paolini, nelle sue espressioni di critica alla giunta di Carrara, anche se , a essere onesti fino in fondo , bisogna ammettere che da un punto di vista istituzionale e politico generale , la permanenza di un assessore espressione di una forza non eletta in maggioranza era una cosa francamente indifendibile,.
D’altra parte le critiche a questa amministrazione erano già state “nettamente ” indicate nell’ultimo documento ufficiale votato dal Comitato Politico Provinciale di SEL. Noi del G.Bruno le avevamo sottolineate da tempo
Anche sulle prospettive siamo pienamente d’accordo:
* individuazione di un programma (a partire dall’attuale non realizzato ed aggiornandolo su questioni importanti come marmo, porto/porticciolo, sociale, vivibilità della città, cultura, sanità….)
* costruzione di un nuovo centro sinistra a partire dalle esigenze di elettrici ed elettori (cittadine/i) che come lo stesso Bersani ha affermato “sono molto più avanti dei partiti”.
* Individuazione di un candidato che rappresenti tutto quanto sopra detto per arrivare alle primarie.
Non siamo, ovviamente, d’accordo sull’attacco strumentale ed incomprensibile che lo stesso Paolini ci rivolge.
Noi stiamo già lavorando con altri soggetti per la costruzione di un nuovo centro sinistra (siano essi partiti, associazioni o rappresentanti della società civile). Non vogliamo certamente isolarci, tutt’altro, e lo stiamo dimostrando con i fatti.
Mai abbiamo detto che Zubbani è come la Moratti. Abbiamo solo chiesto a Zubbani (in relazione al tema della sicurezza ed all’incontro con Maroni in periodo di ballottaggi), con chi stava, se con Pisapia o con la Moratti. Perché in tema di sicurezza, Pisapia è su un’altra sponda rispetto a Zubbani. Riportiamo per questo di seguito uno stralcio del programma del centro Sinistra per il governo di Milano (si prega di leggere bene il passaggio sulla polizia locale):
“Negli ultimi quindici anni, molti soggetti politici e di governo locale hanno preferito alimentare la paura, piuttosto che operare per far sentire più sicuri i cittadini. E invece il sentimento di paura deve essere sconfitto: chi ha paura si blocca, non vede come si possa sconfiggere chi lo intimorisce, la paura innalza barriere nei confronti di chi appare diverso o straniero e impedisce il pieno riconoscimento del prossimo. Le politiche securitarie della giunta Moratti sono state realizzate anche distogliendo risorse umane ed economiche da altre funzioni che hanno comunque a che fare con la sicurezza, certo intesa in un’accezione più ampia ma anche più vicina alla quotidianità dei cittadini e delle cittadine (sulle strade, in ciò che si acquista o si consuma, ecc.).
Per questo vanno ridefiniti i compiti della Polizia Locale, sgravandola da tutti i compiti di pubblica sicurezza che le sono stati attribuiti in questi ultimi anni, restituendole risorse per l’attuazione delle sue funzioni tradizionali (gestione di traffico e viabilità, polizia annonaria) e rafforzando ed innovando figure-chiave per aumentare la vivibilità urbana come quella del ‘Vigile di quartiere’ e di altre figure di prossimità.” Ecco noi, appunto, stiamo con Pisapia e con il centro sinistra,
La vittoria di oggi e' straordinaria. E' la voce di un popolo che ha ripreso in mano il suo presente e il suo futuro. Il messaggio che emerge e' chiaro: questa politica non e' la risposta ai problemi degli italiani. Le forze politiche, i comitati, le associazioni e i cittadini tutti hanno dato una risposta forte e l'indirizzo chiaro della strada da intraprendere da adesso in avanti. La tutela dell'ambiente, il ricorso alle energie rinnovabili, l'affermazione dell'acqua come bene comune e la sua non mercificazione, il rispetto della legge, uguale per tutti e tutte sono il primo passo verso un'alternativa reale e concreta per il nostro paese, uno stop a questo governo e alla sua politica che ha tentato di minare alle basi i diritti dei cittadini italiani. Il velo e' caduto, il popolo si e' espresso, tornando a partecipare in massa, una riscossa democratica ha percorso l'Italia. Adesso occorre portare avanti questa volontà: la sinistra italiana deve farsi interprete delle istanze del popolo che in questo momento festeggia la sua vittoria, un popolo che torna a sperare e ha diritto a pretendere che la politica, giusta e a misura di cittadino, rispetti la sua volontà. Sinistra ecologia liberta' ringrazia i compagni e la compagne, ringrazia i comitati, le associazioni e tutti coloro che anche singolarmente hanno reso possibile la vittoria dell'Italia Migliore. Proseguiremo insieme questo percorso. Il prossimo passo, dovuto e necessario, sono le dimissioni di questo governo che e' ormai minoranza nel paese.
Nelle giornate di Domenica e Lunedì il popolo italiano è chiamato a pronunciarsi su due quesiti referendari promossi dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e da un’amplissima coalizione sociale raccolta nel Comitato Referendario “2 SI per l’acqua bene comune”. Analizziamo meglio i due quesiti riguardante l’acqua: La scheda di colore rosso contiene il quesito riguardante: “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”: La scheda di colore giallo contiene il quesito riguardante: "Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma.” Col primo quesito si propone l’abrogazione dell’articolo 23 bis della Legge 133/2008, che stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati. In caso di società a capitale misto pubblico-privato, il privato deve detenere almeno il 40%. I 64 ATO (ambito territoriale ottimale, territorio su cui sono organizzati i servizi pubblici integrati) (su 92) che non hanno ancora proceduto ad affidamento o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico cesseranno entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste con capitale privato al 40%. Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese. Col secondo quesito si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione (compenso) del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio. Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: si impedisce di fare profitti sull'acqua.
Anche stasera noi siamo qui per affermare a gran voce “fuori l’acqua dal mercato e fuori i profitti dall’acqua!”. Per dirla con le parole di Nichi Vendola, la privatizzazione dell’acqua è “una bestemmia contro Dio”. L’acqua è un bene e un diritto universale dell’umanità, e come tale deve essere accessibile a tutti e non può rappresentare fonte di guadagno e di profitto per pochi eletti. Il diritto all’acqua risulta come estensione del diritto alla vita affermato nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel 2010 una risoluzione ONU dichiara per la prima volta nella storia il diritto all'acqua un diritto umano universale e fondamentale. In Italia, negli studi giuridici, si è affermata una dottrina civilistica, una scuola di pensiero, che ha teorizzato il carattere “extramercatorio” dell’acqua: pur rimanendo un bene di consumo, e quindi oggetto di contratti commerciali, si è iniziato a considerare il bene acqua un bene da tutelare, tanto che negli ultimi anni è stata proposta la sua riqualificazione come bene comune di rilevanza costituzionale. L’acqua deve essere quindi un bene accessibile a tutti indistintamente.
L’uomo è composto per il 65% da acqua. L’acqua ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo delle prime civiltà antiche, che erano localizzate lungo i grandi fiumi (Nilo per la civiltà egizia, Tigri e Eufrate per le civiltà mesopotamiche). Del resto anche il nostro comune si sviluppa lungo il corso dei due fiumi, No e Pannosa.
L’importanza dell’acqua è riconosciuta nelle religioni e nei sistemi filosofici sin da tempi antichissimi; molte religioni venerano dei legati all’acqua o i corsi d’acqua stessa (es. Gange per l’induismo), e già il filosofo greco Talete di Mileto (VII secolo a.C.), considerato il primo filosofo della storia occidentale, vedeva nell’acqua la causa prima, l’origine di tutte le cose. Anche nel cristianesimo l’acqua è assurta a simbolo della vita (basti pensare al rito del battesimo).
I servizi idrici rientrano tra quei beni per i quali è preferibile una gestione pubblica, e non solo perché, come detto fino ad ora, l’acqua rientra a pieno titolo tra i diritti inalienabili della persona, ma anche perché la privatizzazione dell’acqua ha dimostrato di produrre, in Europa e nei paesi meno sviluppati, effetti economici negativi, inefficienze, sprechi, mancanza di investimenti, carenza di qualità. Nei paesi più poveri la privatizzazione ha confermato la negazione dell’accesso all’acqua a gran parte della popolazione, ma anche nei paesi più ricchi le conseguenze si sono fatte sentire: la gestione privata fa spendere al consumatore molto di più rispetto alla gestione pubblica. Ci sono infatti amministrazioni pubbliche più che efficienti ed economiche: Milano spreca poca acqua e ha una delle tariffe più basse d’Europa!
Che cosa significa per i consumatori “privatizzazione del sistema idrico”? Aumento delle tariffe e conseguente aumento più che proporzionale dei profitti dei gestori, diminuzione della qualità del servizio, “chiusura del rubinetto” agli utenti che non potranno farsi carico dell’aumento delle tariffe, creazione di monopoli (il monopolista potrà decidere autonomamente e detterà legge sui prezzi). L’acqua rientra tra quei servizi pubblici che costituiscono monopoli naturali. La sua privatizzazione condurrebbe soltanto al caro bollette e all’arricchimento dei gestori. L’acquedotto deve essere gestito dal pubblico, e quella parte di costo che per ragioni sociali non può essere coperta dalla tariffa va caricata sulla fiscalità generale.
Se usciamo dal territorio nazionale e diamo uno sguardo d’insieme all’Europa, possiamo notare di essere ancora una volta un passo indietro (come è successo per il nucleare: i paesi europei investono sul rinnovabile, vedi Germania): la Francia, considerata tra i pionieri della privatizzazione dell’acqua (fu l’allora sindaco di Parigi Jacques Chirac, nel 1985, a dare il via alla privatizzazione), è ora tra i Paesi che stanno provvedendo alla “rimunicipalizzazione”; l’attuale sindaco socialista Delanoe ha creato un’azienda municipale chiamata “Eau de Paris”, con un taglio dei costi dell’8%, dopo aumenti del 260% in 20 anni. In Germania solo il 10% dei servizi idrici è gestito da imprese private; le aziende private o semi-private chiedono 2 euro e 50 al metro cubo di acqua, mentre la gestione comunale costa in media 53 centesimi. A Berlino i cittadini hanno recentemente votato per tornare alla gestione pubblica dell’acqua.
Non possiamo permettere che si avveri quanto detto nel 1995 dalla vicepresidente della Banca Mondiale: “Se le guerre del Ventesimo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del Ventunesimo secolo avranno come oggetto del contendere l’acqua”.
Votare SI ai due quesiti sull’acqua significa riaffermarne il valore universale, significa sottrarre ai profitti e alle speculazioni dei privati questo bene, indispensabile alla vita dell’uomo. I 4 quesiti referendari sono accomunati da una stessa logica: riaffermare la centralità dei diritti dell’uomo. Il diritto a non vedere saccheggiati i beni comuni, a sottrarre l’acqua alle logiche speculative del mercato, a vivere in un paese sicuro e ad investire su fonti alternative e sicure, a pretendere che la giustizia sia veramente uguale per tutti. Questo governo è convinto che la privatizzazione sia il rimedio a tutti i problemi della società: prima la scuola, la ricerca e i saperi, adesso anche l’acqua! Il prossimo passo quale sarà? Privatizzare l’aria che respiriamo e la terra su cui camminiamo?
Il raggiungimento del quorum, e la vittoria del SI sono il primo passo per iniziare a pensare ad un’Italia migliore. Non si tratta di referendum “ad personam” sul nostro presidente del consiglio, si tratta di cestinare il modo di far politica di questo governo, che ha dimostrato tutta la sua incapacità nella gestione della cosa pubblica con conseguente delega a soggetti privati. La vittoria del SI sarà il primo passo per la formazione di un nuovo cantiere e per la costruzione di un’alternativa reale al berlusconismo, sarà la vittoria di un popolo che guarda speranzoso al suo futuro, ad un futuro che torni ad essere a portata di tutti.
Raggiungere il quorum e far vincere i 4 SI alla consultazione referendaria dei prossimi 12 e 13 giugno.
SEL di Massa Carrara invita la cittadinanza ad andare a votare perché i referendum sono un istituto di partecipazione democratica che affida direttamente ai cittadini il diritto-dovere di esprimersi su materie di grandissima rilevanza senza delegare a nessuno decisioni che riguardano il futuro di tutti.
Un SI per battere definitivamente il nucleare e le lobby affaristiche che ne professano “doti e virtù”. Al contrario, è scientificamente provata l’assoluta insicurezza delle centrali atomiche, la diseconomicità di quell’energia e, non per ultimo, la pericolosità e nocività delle radiazioni e delle scorie sulla salute e sull’ambiente.
Due SI perché, così come l’aria, anche l’acqua è un bene comune ed essenziale che non può e non deve essere privatizzato per trarne profitti; l’acqua come bene collettivo d’interesse pubblico non va consegnato al mercato dei servizi idrici.
Un SI contro il legittimo impedimento; infatti la nostra Costituzione afferma che: “la legge è uguale per tutti”. Tale principio deve valere sempre e per chiunque, anche per il Premier e per i suoi Ministri.
Con i 4 SI ai referendum vincerà la democrazia e saranno sconfitte le vergognose leggi “ad personam”, la follia affaristica della lobby nucleare e i profitti privati (e di pochi) sull’acqua pubblica.
Il 12 e 13 giugno votare è un diritto, partecipare un dovere!
Tra le istituzioni essenziali per il buon funzionamento del paese la giustizia ricopre certamente un ruolo di primo piano, anzi essenziale per lo svolgersi di un corretto e compiuto percorso democratico. E' del tutto evidente che una giustizia mal funzionante pone seri dubbi sui principi di civiltà e di uguaglianza ai quali debbono uniformarsi tutti i cittadini per rendere compiuta una qualsiasi democrazia. Purtroppo attualmente dobbiamo registrare come la giustizia e la sua amministrazione nel nostro paese debbano quotidianamente fare i conti con difficoltà e criticità che mettono in serio pericolo il suo corretto funzionamento. Per rendersi conto della preoccupante realtà non è necessario assumere esempi di situazioni a noi lontane: basta volgere lo sguardo al Tribunale di Massa per rendersi conto delle difficoltà, come messo recentemente in evidenza dal Procuratore Generale dott. Aldo Giubillaro e dal Presidente dottoressa Maria Cristina Failla: carenze di organico sia di giudici che di ufficiali giudiziari, poco più di 4000 euro di budget per far funzionare ( o meglio per metterla in condizione di ...non funzionare) la macchina della giustizia; pensionamenti non sostituiti, concorsi non espletati da anni. Queste sono le reali problematiche che rendono farraginosa, non solo nella nostra provincia ma in tutto il paese, la macchina della giustizia causando lungaggini preoccupanti che creano sfiducia tra i cittadini e spesso fanno ricadere sugli operatori giudiziari responsabilità di altri. A fronte di tutto questo il governo centrale oltre ai tagli di conferimenti finanziari si diletta nel creare leggi che mettano il presidente del consiglio al riparo dei propri guai giudiziari o a predisporre riforme costituzionali della giustizia tese a stravolgere gli equilibri tra poteri dello stato e a inglobare la magistratura nell'orbita delle competenze dell'esecutivo e del presidente del consiglio, operazione quest'ultima che se dovesse passare conferirebbe al nostro paese la caratteristica di “dittatura democratica”. Risulta chiaro come al governo centrale poco interessi il buon funzionamento della giustizia, mentre non viene persa occasione per criminalizzare la magistratura arrivando talvolta a parallelismi indegni di un paese civile. Tornando alla situazione del Tribunale di Massa dobbiamo prendere atto come il suo stato di criticità non venga adeguatamente soppesato dalle istituzioni locali e dagli stessi sindacati che ad oggi non hanno assunto iniziative e impegni per portare nelle sedi opportune i disagi del Tribunale massese e per sviluppare iniziative concrete che in qualche modo possano aiutare a risolvere i problemi sul tappetto. Siamo preoccupati, infine, che una possibile ristrutturazione delle funzionalità della giustizia possa portare ad una cancellazione del Tribunale di Massa (che ricordiamolo ha competenze anche su quello di Carrara e Pontremoli) con un successivo accorpamento a quello di Genova o di Pisa penalizzando ancora una volta il nostro territorio e i nostri concittadini. Come Circolo di Sel auspichiamo che oltre ad una necessaria opera di sensibilizzazione della pubblica opinione le istituzioni locali, le forze politiche le realtà della società civile si facciano carico di iniziative per rivendicare che il Tribunale di Massa possa tornare alla propria piena agibilità.
Il Circolo 1° MAGGIO di SEL esprime grande soddisfazione per l’annuncio da parte dell’Assessore Vivoli e dell’Amministrazione tutta, sul reperimento dei futuri finanziamenti, pari a 600.000 euro, che serviranno al rifacimento dei ponti di Ricortola all’interno del “Piano di mitigazione del rischio idrogeologico 2011”, come risposta concreta e risolutiva contro i rischi di esondazione che, la scorsa estate, hanno pesantemente penalizzato molte famiglie residenti in quella zona. Le richieste del Circolo 1° MAGGIO di SEL sono quindi state recepite dall’attenzione amministrativa del Comune di Massa che, col contributo tecnico dei suoi uffici e in collaborazione con gli uffici della Provincia, ha visto concretizzarsi una volontà politica finalizzata alla messa in sicurezza dell’intero territorio massese con interventi per quasi 9 milioni di euro di finanziamenti regionali. Nonostante la polemica politica e le inefficaci strumentalizzazioni da parte della locale sezione del PD ricortolese, il Circolo 1° MAGGIO di SEL riconosce la validità della collaborazione e della sinergia tra i diversi Enti locali e, nello specifico, riconosce il valore professionale del geologo Barbieri della Provincia, dei suoi uffici e della, seppur tardiva, sensibilità politica della Provincia, manifestata dalla stessa nell’accoglimento e sostegno di una progettualità complessiva contro il dissesto idrogeologico che, è bene ricordare, è stata messa a punto, su esclusiva iniziativa dell’attuale amministrazione comunale di Massa e della sua maggioranza politica di cui proprio SEL fa parte fattivamente ed operativamente, anche nella “guida” del delicatissimo settore della protezione civile. Siamo dunque passati, ancora una volta, dalle parole ai fatti! Al di la della tempistica tecnica, il finaziamento dei 600.000 euro per ricostruire completamente i due ponti di Ricortola sulla base di un progetto che ne prevede l’innalzamento e l’allargamento, è un fatto certo ed è consequenziale ai finanziamenti e ai lavori di messa in sicurezza della zona del Candia, proprio perché, quegli interventi a monte, porteranno all’aumento della portata di acque in deflusso verso valle e quindi verso il mare proprio nella zona di Ricortola; da qui, l’urgenza della ricostruzione dei ponti. Nei prossimi giorni il Circolo 1° MAGGIO organizzerà un dibattito per approfondire la tematica del dissesto idrogeologico, sui progetti per la messa in sicurezza del territorio e della zona a mare in particolare; sarà nostra precisa volontà il proporci riconoscendo ai diversi soggetti istituzionali e ai loro uffici di competenza la positività concreta che, nonostante l’irrilevanza della sterile propaganda politica targata Partito Democratico, farà collaborare efficacemente il Comune di Massa con la Provincia grazie all’unico progetto che, proprio il Comune e questa Amministrazione, hanno elaborato e concretizzato per la prima volta e dopo troppi anni di “grandi annunci e piccoli fatti” di chi ci ha preceduto, nella scorsa legislatura, al governo della città!
Servizi Socio Sanitari. Quale futuro? è il titolo dell'iniziativa che Sinistra Ecologia Libertà organizza venerdì 6 maggio alle ore 18:30 presso il Cinema Rosi a Montignoso.
L'iniziativa rientra nel programma della campagna elettorale a sostegno della candidatura a Sindaco di Narciso Buffoni e della candidata di SEL al Consiglio Comunale Eleonora Petracci.
Oggi purtroppo esiste una diffusa povertà dovuta sia alla polarizzazione della società tra un segmento alto,sempre più ricco,ed una base sociale in via di progressivo impoverimento, sia alla crescita del lavoro atipico che riduce la capacità dei soggetti di proiettarsi nel futuro e di costruire una solida posizione contributiva, indebolendoli di fronte ai rischi delle malattie e della vecchiaia.
Questi fenomeni sociali, uniti ad una politica governativa che taglia risorse destinate agli Enti Locali per lo Stato Sociale, rendono difficile garantire il sostegno ai più fragili, ai più poveri.
Le Regioni, le Province ed in particolare i Comuni,costretti dai sempre più magri bilanci,rischiano di compiere solo atti discrezionali e paternalistici, sussidi e beneficenza,così che il cittadino può divenire il destinatario di un solo intervento economico e non più titolare di un diritto e di un'adeguata prestazione.
SEL crede che l’assistenza è un diritto e non un regalo. SEL conosce bene anche l’importanza delle cure e dei processi socio-riabilitativi destinati agli Utenti dei Servizi Pubblici, ma è altrettanto consapevole dell’importanza della prevenzione a qualsiasi forma di esclusione, emarginazione e malattia sia sociale che sanitaria.
Di tutto ciò parleranno Paolo Guerra - segretario Funzione Pubblica CGIL, Valerio Musetti - responsabile sanità CGIL Massa Carrara, Narciso Buffoni - Candidato a Sindaco, Eleonora Petracci Candidata al Consiglio Comunale, Donatella Berti segreteria provinciale SEL, Adelaide Rosi - assistente sociale, parteciperà la Coop. Soc. La Foglia del Te.
E’ chiaro il messaggio che in una nota congiunta, Carlo Paolini e Simone Ortori, rispettivamente coordinatore provinciale e responsabile del circolo “Massa Centro” di S.E.L., intendono evidenziare. Le decisioni in merito alla chiusura del centro per motivi di ordine pubblico spettano alla Prefettura e non all’Amministrazione Comunale, ma come forza politica che governa questa città sentiamo di dover dire in modo inequivocabile che giornate come quella di Sabato scorso non ne vogliamo più vedere. Chiederemo un incontro ufficiale a Sindaco e Prefetto per fare in modo che in futuro, se si dovessero nuovamente verificare situazioni di tensione in città, sia garantito il diritto di circolazione e di mobilità dell’intera cittadinanza.
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La memoria di questa città, specie in giornate così vicine al 25 aprile ed al 1 maggio, ha bene in mente cosa hanno significato fascismo e nazismo per la nostra comunità; stragi, rappresaglie e sofferenze di ogni tipo, l’estrema destra è, e resterà, sempre incompatibile con la storia del nostro territorio. E’ solo nel quadro delle libertà democratiche conquistate dalla Resistenza che oggi, anche coloro che si collocano all’estrema destra hanno diritto di parola. E’ il grande insegnamento della libertà ritrovata che ci impone di affermare come nessuno possa essere minacciato di morte perché parente o rappresentante politico della più avversa delle parti. Si ricordino, i tetri eredi del Ventennio, che noi siamo e vogliamo rimanere diversi da loro che agli avversari politici davano bastonate, esilio e morte.
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Sinistra Ecologia Libertà continuerà a portare il proprio contributo per rispondere ai bisogni delle fasce sociali più deboli e per cercare di traghettare la città ed il Paese fuori dalla crisi, invitiamo quindi tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione del 6 Maggio indetta dalla CGIL. Invitiamo gli studenti a partecipare al corteo ed a rinnovare il legame con i lavoratori in sciopero; sarà una manifestazione ampiamente partecipata, che parlerà dei problemi della gente e rappresenterà un contributo importante per la crescita di una giovanissima generazione politica che non intendiamo abbandonare a derive minoritarie e antistoriche.
Carlo Paolini (coordinatore provinciale SEL)
Simone Ortori (coordinatore Circolo Massa-Centro SEL)
Apprendiamo dalla stampa che il signor Gianni Musetti si dichiara indignato perché nella scuola elementare “Gentili” di Carrara ai bambini verrebbe insegnato loro “Bella Ciao”, la canzone che i combattenti per la libertà dell'Italia dal nazi-fascismo cantavano e che è diventata una delle canzoni simbolo della Resistenza e della guerra di Liberazione. Non stupisce questa presa di posizione dell'esponente della Destra, non stupisce che ancora oggi ci sia chi non riconosce i valori che fondanti della nostra Repubblica, quegli stessi valori per cui migliaia di italiani hanno pagato con il tributo del loro sangue per riconquistare al paese libertà e democrazia cancellate dal regime fascista Non stupisce pure che formazioni come quella in cui milita Musetti non sappiano riconoscere proprio nella Resistenza e nella riconquistata libertà la possibilità della loro esistenza a differenza di quanto avveniva durante il regime fascista (al quale il partito della Destra è ideologicamente contiguo) che oltre a macchiarsi di crimini efferati, oltre ad aver soppresso di fatto le libertà politiche ed aver perseguitato e spesso ucciso gli oppositori a condotto il paese in una guerra disastrosa. Non risulta inoltre, e non poteva essere diversamente, che il signor Musetti abbia espresso uguale indignazione per i simboli del nazismo o gli slogan inneggianti al passato regime fascista talvolta apparsi sui muri delle nostre città; tutto questo a dimostrazione, se ancora ve ne fosse bisogno, delle radici politiche ed ideologiche di Musetti e del partito nel quale milita
La scuola è un’istituzione fondamentale in cui una società ha il dovere e il diritto di riconoscersi e verso la quale una buona politica deve rivolgere la massima attenzione. Sinistra Ecologia e Libertà esprime forte preoccupazione per lo stato in cui versa il settore della scuola pubblica sempre più devastata e “declassata” per gli effetti delle riforme Moratti e Gelmini; riforme dettate da una politica governativa che ha paura della libertà di pensiero e di quel senso critico che la scuola ha il dovere di accrescere in ogni alunno. Libertà di pensiero e quindi libertà di espressione, nel rispetto delle istituzioni e del prossimo, sono fondamentali per la crescita e la formazione del cittadino. Basandosi su questo principio ci è difficile pensare come possa avere valenza positiva l’adozione di una divisa scolastica che, omologando i ragazzi, annulla solo apparentemente le differenze, dando un’immagine deformata e codificata, facendo perdere loro una modalità di espressione importante, che si esplica attraverso l’abbigliamento. Le diversità stimolano la critica e la loro accettazione la crescita: perché limitarlo? SEL si schiera con i genitori che contestano l’introduzione della divisa nella scuola secondaria di primo grado di Montignoso, sottolineando inoltre l’oneroso aspetto economico per le famiglie che già contribuiscono in proprio alle numerose spese di ordinaria gestione, sostituendosi loro malgrado allo Stato. SEL si mette a disposizione della collettività e delle Istituzioni per sostenere la Scuola pubblica nell’intento di risolvere problematiche che da troppo tempo la sviliscono. SEL vuole essere vicino anche a tutto il personale scolastico ed in particolare ai precari che subiscono maggiormente gli effetti delle riforma Gelmini, non solo per le mancate assunzioni di molti, ma anche per i notevoli ritardi nel pagamento degli stipendi che non trovano giustificazioni accettabili.
Nell’ambito della campagna elettorale il circolo di Montignoso di Sinistra Ecologia Libertà organizza un pubblico dibattito sul tema “Acqua bene comune”. L’iniziativa si terrà martedì 3 maggio alle ore 21:00 presso villa Schiff Giorgini e vedrà la partecipazione di Roberto Musacchio membro del Comitato Nazionale di SEL, di Narciso Buffoni Candidato a Sindaco e di Eleonora Petracci Candidata alla carica di Consigliere Comunale. SEL esprime il proprio impegno per un buon governo locale e nazionale richiamando l’attenzione anche sulle tematiche referendarie, ribadendo che il legittimo impedimento incrina il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge; la paura della democrazia ha spinto Berlusconi a cancellare le norme sulla sua “rivoluzione nucleare”, ma ciò non deve trarci in inganno in quanto in qualunque momento, come da sua diretta ammissione, può riaprire la partita e comunque sarà la Corte Costituzionale a stabilire se mantenere il referendum. Per quanto riguarda l’acqua, SEL ritiene che occorra una gestione pubblica del servizio idrico in quanto l’acqua bene comune che non può costituire remunerazione di iniziative private.
Dopo il terremoto economico-finanziario che ha sconquassato l'Asl di Massa-Carrara da più parti sono state avanzate preoccupazioni circa le eventuali ripercussioni che quella situazione avrebbe potuto avere sui sevizi socio-sanitari ai cittadini. Malgrado le assicurazioni ufficiali, sin da subito i disagi si sono puntualmente presentati e hanno determinato un ulteriore peggioramento in un servizio sanitario provinciale che, come ha avuto modo di rilevare l'assessore regionale Daniela Scaramuccia, non è mai stato un fiore all'occhiello della sanità Toscana Non era certamente necessario scoprire la voragine di bilancio per rendersi conto che in questa Asl qualcosa non andava: acquisti di attrezzature biomediche inutilizzate, appalti onerosi e spesso con prezzi fuori mercato, carenza di personale infermieristico e abbondanza di quello amministrativo (seppure mal distribuito e mal organizzato), esternalizzazioni inutili che hanno appesantito le pur non floride casse aziendali. Un'Azienda che, come si dice, navigava vista, fuori da qualsiasi reale controllo e che non poteva che arrivare inevitabilmente dove è approdata. Certamente l'attuale situazione deve in qualche modo essere sanata, pena la chiusura per fallimento e questo è il compito della manager che la Regione ha messo alla guida dell'Asl 1. Non è facile traghettare questa Asl in mari sicuri ma ciò non può essere fatto incrementando ulteriormente i disagi per i cittadini, in una situazione di preoccupante criticità come quella dell'Asl di Massa-Carrara. Purtroppo si ha la sensazione che l'attuale Direttore Generale, al pari dei suoi predecessori, interpreti la propria funzione manageriale alla stregua di un capitano di industria di un'azienda produttrice di manufatti e non già erogatrice di salute. Così si chiudono servizi come il 7° piano dell'Ospedale di Carrara (dove sono ricoverati degenti terminali) con il paventato trasferimento di quei pazienti addirittura in strutture ai confini della Lunigiana, creando ulteriori disagi a chi quei pazienti dovrà accudire. Si chiudono servizi come quello delle visite mediche domiciliari o si parla di riduzione dei periodi di degenza senza aver predisposto un efficacie, efficiente ed appropriato (per parlare di appropriatezza, tanto care alla DG) servizio territoriale. Mentre si allungano le liste di attesa per la diagnostica per immagini complesse (Tac eRMN), si continua a foraggiare il privato che tanto privato non è, essendo in gran parte finanziato con soldi pubblici. Siamo consapevoli che questo stato di cose non può essere risolto facendo ricorso ad una inesistente bacchetta magica, ma crediamo che la conferenza dei sindaci abbia il compito primario di non far decadere ulteriormente la qualità del sistema sanitario della nostra provincia ed è questo organismo che oggideve farsi garante delle esigenze della popolazione della nostra provincia .

Iniziativa sulla Scuola Pubblica promossa da Sinistra Ecologia Libertà Montignoso.


Eleonora Petracci nata a Pietrasanta l' 11 maggio 1976 vive a Montignoso, località Renella.
La famiglia, montignosina da generazioni, ha attivamente partecipato alla vita politica e culturale di questo comune con particolare riferimento al nonno e al padre di Eleonora, il primo partigiano, cantore del maggio e molto attivo nel gruppo folcloristico che oggi porta il suo nome, il secondo già consigliere comunale e assessore. Fin da piccola Eleonora ha potuto sviluppare un legame col territorio montignosino, trasmessole in primo luogo dai familiari più stretti.
Lavora dal 2001 per l'Istituto Valorizzazione Castelli della Provincia di Massa - Carrara, associazione culturale non profit operativa in ambito provinciale che si occupa di valorizzazione, promozione e gestione di beni culturali (tra le quali le attività didattiche e di apertura al pubblico del Castello Aghinolfi), svolgendo diverse mansioni con particolare riferimento alla progettazione di attività didattiche e culturali. In questi anni, con particolare riferimento al Castello Aghinolfi, si è preoccupata di curare un aspetto che mancava, vale a dire la didattica museale, reperendo fondi provinciali e regionali che hanno consentito la promozione del turismo scolastico.
Tutto questo per dire che la formazione culturale e il lavoro di Eleonora le hanno permesso di sviluppare le capacità di lavorare in gruppo, di gestire progetti, reperire fondi per realizzare idee progettuali e soprattutto lavorare in rete: troppo spesso i comuni perdono occasioni e possibilità di reperire risorse proprio perché tendono a lavorare da soli, mentre invece la rete costituisce un punto di forza per finanziare politiche che poi hanno ricadute sui singoli comuni soprattutto in questi tempi di grande crisi finanziaria. Questo è quello che Eleonora mette a disposizione del suo Comune.
Da sempre di orientamento politico di sinistra si è avvicinata a SEL seguendo con interesse e condivisione l’attività politica che il suo fondatore sta attuando con particolare riferimento a:
• la disponibilità ad aprire ai giovani e a lasciare a questi uno spazio di espressione in un mondo dove sempre meno giovani partecipano attivamente alla politica e dove le politiche per i giovani e per le donne vengono messe in secondo piano;
• l’attenzione per le politiche ambientali espressa nella trasmissione di una cultura del risparmio energetico e dell’utilizzo di fonti di energie alternative e nella salvaguardia dall’incessante cementificazione;
• l'attenzione per i beni culturali e le aree paesaggistiche (Castello Aghinolfi, Lago di Porta, Pasquilio) come volano di sviluppo economico;
• attenzione per le politiche sociali e creazione di spazi aggregativi;
• spinta e sostegno della scuola pubblica quale valore imprescindibile e irrinunciabile per una società democratica libera e civile;
• l’affermazione di una cultura di governo che privilegi la programmazione e la condivisione alle scelte come metodo di lavoro e la partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative tramite processi partecipativi.
Da questo si capisce che uno degli aspetti che sta più a cuore ad Eleonora è la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica, che è attuabile in un piccolo comune ed è imprescindibile per un’amministrazione di sinistra.
Eleonora inizierà così il suo percorso di campagna elettorale con l’intento di farsi conoscere da tutti, approfondendo di volta in volta le problematiche e le proposte di soluzione che verranno proposte alla cittadinanza.
La città di Carrara ha purtroppo molti problemi ancora irrisolti. Gli eventi che dominano le cronache politiche sulla scena internazionale ci ricordano come, nella reltà attuale, economia ed ecologia vadano di pari passo. Questo vale anche per il nostro territorio: un bene preziosissimo come il marmo è purtroppo gestito attualmente garantendo profitti a pochi a discapito dell'interesse generale e della tutela ambientale. Il "nero" come regola di pagamento e la legalità come eccezione vanno "a braccetto" con un sistema di trasporto della materia prima che genera problemi di salute agli abitanti e danni economici a camionisti e Comune. Il forte legame tra ambiente ed economia si riscontra anche a mare: la prossima probabile costruzione del porticciolo turistico non deve mettere a repentaglio la stabilità idro-geologica del territorio e del lavoro, già messo in crisi nella vertenza NCA, i cui operai (a cui va la nostra solidarietà) vedono i loro posti messi in discussione da un odioso ricatto "in stile Marchionne", con la sordida complicità del Governo. Se il livello di democraticità si misura in base al rapporto della maggioranza con le minoranze, molto lavoro rimane da fare: la questione del campo rom del Lavello non viene affrontata in maniera definitiva, provocando una condizione di mancata inclusione sociale che penalizza sia la minoranza etnica, sia i cittadini carraresi. I registri civili per le coppie di fatto, così come quelli sul testamento biologico, pur non avendo effetti legali, sono comunque un segno di civiltà e sensibilità che una città come Carrara non dovrebbe esitare ad aprire. Altri temi sono poi decisivi: la valorizzazione del centro storico, che vediamo crollare in questi giorni, anche attraverso iniziative culturali che sembrano oggi appannaggio di singole associazioni (come Arci e Punto Rosso) che si danno da fare e ne producono varie ed interessanti. Sappiamo bene che le difficoltà per le amministrazioni locali sono dovute anche ai tagli del Governo Berlusconi ed ai limiti finanziari che il patto di stabilità impone. La "missione" di Sinistra Ecologia e Libertà, come ripete spesso il Presidente Nichi Vendola, è quella di riformare la sinistra ed il centrosinistra. Questa posizione è dettata dalla consapevolezza che una sinistra moderna e progressista non deve rinunciare ai suoi ideali ed obiettivi fondamentali ( in primis l'uguaglianza), ma abbandonare posizioni anacronistiche e strumentali che la pongono in condizioni di fare una politica minoritaria e "di testimonianza". Una politica aperta, vicina ai cittadini ed ai loro bisogni necessita di un dialogo costruttivo, tra partiti e con movimenti, in grado di garantire quel cambio di passo che è urgente e necessario. Lo strumento delle primarie è ad oggi l'unico, seppur ancora grezzo, per garantire la partecipazione popolare nella selezione delle classi dirigenti. Per tutto questo, il circolo "7 Luglio" di SEL rilancia la proposta di dialogo a tutte le forze politiche, con l'unico obiettivo di migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini sollecitando la loro partecipazione attiva.
Premesso che (nonostante l’annunciata moratoria di un anno):
0- Il governo ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese, con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell’energia elettrica dall’atomo. Per arrivare a questo obiettivo l’Italia dovrebbe localizzare e costruire sul territorio nazionale diversi reattori.
- Il nucleare non ci farà recuperare i ritardi rispetto alle scadenze internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici. Semmai l’Italia decidesse di costruire alcune centrali nucleari, passerebbero almeno15 anni prima della loro entrata in funzione, e quindi non riuscirebbe a rispettare l’accordo vincolante europeo 20-20-20 (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici), incorrendo in ulteriori sanzioni da aggiungere a quelle ormai inevitabili per il mancato rispetto del Protocollo di Kyoto.
- Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, dirotterebbe sull’atomo anche le insufficienti risorse economiche destinate allo sviluppo delle rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza energetica, abbandonando di fatto le uniche soluzioni praticabili per ridurre in tempi brevi le emissioni alteranti il clima.
- Solo con una seria politica nazionale e locale, che escluda il nucleare, promuova l’innovazione e renda più efficiente e sostenibile il modo con cui produciamo l’elettricità e il calore, riusciremo a rispettare le scadenze internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici, a partire da quella europea del 2020.
Considerato che:
- Grazie al referendum del 1987, l’Italia è stato il primo paese tra i più industrializzati ad uscire dal nucleare.
- Gli stessi candidati del centro Destra alle elezioni regionali di marzo 2010 di Lombardia, Veneto e Puglia, rispettivamente Roberto Formigoni, Luca Zaia, e Rocco Palese, hanno espresso la loro intenzione, se eletti, a non costruire sul loro territorio una Centrale Nucleare.
- Nonostante la ripresa o l’intenzione dichiarata di programmi nucleari in alcuni paesi, il nucleare è una fonte energetica in declino sullo scenario mondiale. Infatti secondo le stime dell’ Aiea sul contributo dell’atomo alla produzione elettrica mondiale (contenute nel rapporto “Energy, elettricity, and nuclear power estimates for the period up to 2030? pubblicato nel 2007) nei prossimi decenni si passerebbe dal 15% del 2006 a circa il 13% del 2030.
- La tecnologia su cui vuole puntare il governo italiano è quella di “terza generazione evoluta” che non ha risolto nessuno dei problemi noti da anni. Insomma l’Italia si sta candidando a promuovere una tecnologia già vecchia, a maggior ragione se nel 2030 vedrà la luce il nucleare di “quarta generazione” sempre che abbia risolto nel frattempo i problemi emersi durante le ricerche in corso a livello internazionale.
- Vi sono tanti problemi irrisolti della tecnologia nucleare oggi disponibile, quali: i costi veri di un KWh da produzione elettronucleare, la sicurezza delle centrali, la gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento (decommissioning) degli impianti, la loro protezione da eventuali attacchi terroristici, il rischio della proliferazione di armi nucleari e la necessità di importare dall’estero l’uranio, le cui riserve naturali sono sempre più scarse.
RILEVATO CHE:
- Nonostante da più parti si continui a spacciare il nucleare come una tra le fonti energetiche meno costose, l’apparente basso costo del KWh nucleare è dovuto esclusivamente all’intervento dello Stato, direttamente o indirettamente.
- Sulla sicurezza degli impianti ancora oggi, a quasi 24 anni dal terribile incidente di Chernobyl (26 aprile 1986), non esistono le garanzie necessarie per l’eliminazione del rischio di incidente nucleare e conseguente contaminazione radioattiva, come dimostra la lunga serie di incidenti avvenuti in Francia nell’estate del 2008.
- Rimangono anche tutti i problemi legati alla contaminazione “ordinaria” delle centrali nucleari in seguito al rilascio di piccole dosi di radioattività durante il normale funzionamento dell’impianto a cui sono esposti i lavoratori e la popolazione che vive nei pressi. Specialmente relativamente alle contaminazioni radioattive in un territorio ricco di prodotti agro-alimentari (vino, formaggi e salumi) di alta qualità come il nostro che subirebbe un enorme danno d’immagine ed economico.
- Non esistono poi ad oggi soluzioni concrete al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali (o dal loro smantellamento). Le oltre 250 mila tonnellate di rifiuti altamente radioattivi prodotte fino ad oggi nel mondo sono tutte in attesa di essere conferite in siti di smaltimento definitivo, stoccati in depositi “temporanei” o lasciati negli stessi impianti dove sono stati generati. Lo stesso vale ovviamente anche per il nostro Paese.
- Oltre al problema legato alla sistemazione definitiva delle scorie, esiste anche la necessità di rendere inutilizzabile il materiale fissile di scarto per evitarne il possibile uso a scopo militare, a maggior ragione in uno scenario mondiale in cui il terrorismo globale è una minaccia attualissima. Gli impianti nucleari attivi – e lo stesso discorso vale per quelli in costruzione – se da una parte possono diventare obiettivi sensibili per i terroristi, dall’altra producono scorie dal cui trattamento viene estratto il plutonio, materia prima per la costruzione di armi a testata nucleare. Nell’attuale quadro mondiale si corre il forte rischio che ci possano essere Paesi che vogliano sfuggire al controllo della comunità internazionale che potrebbero utilizzare il nucleare civile come grimaldello per dotarsi di armamenti nucleari.
- Occorre fare i conti con le riserve di U235 (l’uranio fissile altamente radioattivo che rappresenta il combustibile dei reattori nucleari): al ritmo di consumo attuale, la sua disponibilità potrà essere stimata per circa 70 anni, ma se la richiesta crescesse, si potrebbe riproporre una situazione del tutto simile a quella delle “guerre per il petrolio”.
- I considerevoli consumi di acqua necessari al funzionamento dei reattori aggraverebbero la già delicata situazione italiana. Le centrali nucleari francesi usano il 40% delle risorse idriche consumate su tutto il territorio nazionale. Secondo uno studio del 2007 pubblicato negli Stati Uniti dall’ Union of concerned scientist, in media per un reattore da 1.000 MW servono oltre 2,5 milioni di metri cubi di acqua al giorno. Una quantità rilevante anche per l’Italia, visti anche gli scenari futuri sugli impatti dei cambiamenti climatici che prevedono una consistente riduzione nella disponibilità delle risorse idriche nel nostro Paese; il Consiglio Comunale di Massa impegna il Sindaco, la Giunta e l’Amministrazione tutta a:
• Dichiarare il Comune di Massa “Comune Denuclearizzato” e di inserire tale dichiarazione nello Statuto Comunale;
• Vietare su tutto il territorio comunale sia l’installazione di centrali nucleari che la localizzazione di ogni altra attività legata alle centrali nucleari, ad esempio lo stoccaggio delle scorie o di altro materiale radioattivo, a tutela dei cittadini, dei turisti ospiti della città e delle generazioni future che vivranno su questo territorio;
-Farsi parte attiva nella campagna referendaria contro il ritorno al nucleare.
Il Circolo Rosa Parks di SEL ha preso in esame le situazione generatesi dell'ASL locale. Assistiamo in questi giorni ad un continuo tentativo di diversi soggetti di spostare l'attenzione su problematiche spicciole senza affrontare la grande questione del disavanzo e delle cause che lo hanno originato. Prima di tutto crediamo opportuno si faccia un quadro di quelle che sono state le gestioni improprie di questi anni, con spese errate che non possono ricadere su tagli di servizi ai cittadini o su ricatti occupazionali . E' necessario che si ragioni di sanità affrontando la materia non in termini di riduzioni di servizi ma in termini di qualità dei servizi potenziando reparti con giusti accorpamenti sopratutto fra Massa e Carrara e potenziando la sanità distrettuale e affrontando il tema lunigiana con pronti SOCCQfSO di eccellenza che siano in grado di dare risposte efficaci ai cittadini potenziando i trasporti con gli ospedali di costa in attesa dell'ospedale unico. Altro aspetto e la strumentalizzazione politica che stanno alimentando esponenti del centro destra come l'onorevole Barani specialista in disavanzi finanziari (ne sanno qualcosa i cittadini di Villafranca) che grazie all'immunità parlamentare tenta di gettare discredito sul Sindaco di Massa. Oggi si erge a difensore della gestione Delvino dopo aver ottenuto primariati senza essere presente ed utilizzando una vicenda alquanto squallida di telecamere e registrazioni ed email sospette che sono state al centro di una denuncia del Sindaco di Massa alla Magistratura e che vedevano coinvolto anche il fratello dell'ex direttore Generale dell'ASL . Rimaniamo perplessi anche del ruolo di qualche sigla sindacale che dice di essere senza padrini e padroni, ma poi incontra il coordinatore del PDL e viene smentita dalla propria confederazione, e sul territorio tenta operazioni mediatiche di visibilità sollevando problematiche residuali, mentre a roma avvalla qualsiasi taglio del governo alle risorse che impediscono di fatto sia la sostituzione del turn over sia dei precari e blocca i contratti dei lavoratori pubblici. Bel modo di tutelare i lavoratori della sanità e del Pubblico impiego. Il Rosa Parks di SEL invita il Presidente della Conferenza dei Sindaci a ricercare in questo quadro di estrema difficoltà, il coinvolgimento delle OOSS dei lavoratori, dei cittadini e delle associazioni degli utenti nella difesa del lavoro e della sanità del territorio.
Il PD di Ricortola nell’organizzare e svolgere lunedì scorso il dibattito sul dissesto idrogeologico e sulla situazione post alluvione che ha interessato quella parte della città, ha trasformato un’ottima occasione di confronto e di possibile collaborazione tra forze politiche ed enti locali, in una inutile “passerella” per un paio di assessori provinciali, corredata di propaganda inconsistente e piena zeppa di inesattezze e di vere e proprie bugie! Intanto, mettere in contrapposizione la Provincia con il Comune di Massa quando ciò che occorre a questo territorio sono politiche virtuose e concrete sinergie per risolvere i problemi più urgenti com’è quello della sicurezza ambientale, è quanto di più miope e sbagliato si possa immaginare e proporre alla cittadinanza che, invece, reclama a gran voce, collaborazione e risposte efficaci. Purtroppo, nello specifico, sono state fatte affermazioni non corrispondenti alla realtà sui gravi problemi legati al dissesto idrogeologico sia precedenti che successivi agli eventi alluvionali della scorsa estate. E’ noto infatti che, per quanto riguarda il rifacimento degli argini e la manutenzione ordinaria e straordinaria dei fossi nella zona di Ricortola l’ente direttamente responsabile per competenza esplicita è proprio la Provincia di Massa Carrara e non il Comune. Ma ciò nonostante, all’indomani dell’alluvione che tanta preoccupazione e danni ha provocato, alla prima riunione della Protezione Civile, la Provincia ha potuto utilizzare “proprie” ed ingenti risorse -quelle si immobilizzate ed inutilizzate da anni, grazie alla disponibilità da parte del Comune di Massa nell’agevolare tecnicamente e burocraticamente tutte le procedure affinché si trovasse una localizzazione per lo stoccaggio dei materiali dragati dai fossi che, ricadendo in “area SIN”, dovevano essere trattati con particolari prescrizioni. Di più, il Comune di Massa si è subito attivato nei confronti delle famiglie più colpite dall’alluvione della scorsa estate e si è proposto con un sostegno concreto sia di natura amministrativa che economica per ridurre al minimo i disagi di quei cittadini. Certamente, la fragilità del nostro territorio è tale che il Governo centrale dovrebbe investire con la Regione in politiche di sostegno per la sicurezza ambientale di questa provincia, invece non fa che “tagliare” ogni finanziamento utile a questo scopo e quindi, non solo la Provincia, ma anche il Comune di Massa ha poche risorse a disposizione ma, ciò nonostante, molti milioni sono stati spesi in questi anni di Amministrazione Pucci in somme urgenze contro le emergenze provocate dal dissesto idrogeologico, compresi gli interventi necessari dopo le drammatiche frane di Lavacchio e di Mirteto. Infine, ma non meno importante, nel convegno del PD di Ricortola si è accennato al problema dei ponti che andrebbero completamente ricostruiti; è bene ricordare che l’unico progetto realizzato e presentato alla Regione in cerca di finanziamenti lo ha definito l’attuale Amministrazione mentre invece, quella precedente, non ne aveva ravvisato ne l’importanza ne l’urgenza al punto che, ne negli allora piani d’investimento, ne tanto meno nei bilanci dell’allora Giunta Neri se ne possono scorgere delle semplici traccie. Bene farebbero allora sia il PD, che la Provincia, che gli assessori provinciali Fabrizio Magnani e Gianluca Brizzi ad adoperarsi affinché la Regione Toscana finanziasse il progetto presentato dal Comune di Massa così da realizzare, finalmente, la ricostruzione dei ponti a Ricortola e contrapponendo così alle tante e troppe “chiacchere”, dei fatti concreti. Noi e i nostri concittadini non aspettiamo altro!
Apprendiamo dalla stampa locale che la Cisl ha avanzato la proposta di far gestire i parcheggi di Massa all'ATN . Si tratta di una proposta che a suo tempo fu avanzata, attraverso una serie di comunicato, dall'allora sezione dei DS di Largo Viale Roma proprio perché già in quel periodo i conti del CAT (così si chiamava l'attuale ATN) presentava criticità e sofferenza. Allora, se la memoria non ci tradisce sia la politica che i sindacati non diedero alcuna risposta in merito, quindi ora che qualcuno si è deciso a riciclare quella proposta ci auguriamo che l'attuale amministrazione comunale la prenda nella dovuta considerazione, non solo, ma si faccia carico di estendere tale proposta a tutte le realtà della provincia dove esistono parcheggi a pagamento. In questo modo sarà possibile dare un contributo alle languenti casse dell'azienda del trasporto pubblico senza pesare ulteriormente sulle finanze comunali. Siamo altresì convinti che con maggiori introiti l'ATN sarà in grado, in sinergia con l'Amministrazione Comunale, di riequilibrare in modo soddisfacente per l'utenza i problemi derivanti dalla mancanza del capolinea unico e della biglietteria per l'erogazione di abbonamenti. E' ovvio che la gestione non dovrà essere a titolo gratuito ma potrà essere dimensionata a quanto già da anni avviene in città e province vicine (per fare alcuni esempi a La Spezia e a Pisa). Per questo auspichiamo che gli organismi dirigenti provinciali di SEL prendano in considerazione questa proposta sottoponendola a un'attenta riflessione per adottarla come propria posizione.
SEL di Massa Carrara chiede agli Amministratori locali e al Sindaco del Comune Capoluogo di intervenire presso il Governo affinché sia rivista la norma che, per favorire la lobby nuclearista nazionale, ha deciso di smantellare l’industria del fotovoltaico e della green economy. Bisogna pretendere l’immediata sospensione e il ritiro del decreto sulle energie rinnovabili prima che i suoi effetti facciano tabula rasa delle imprese del settore fotovoltaico anche a Massa Carrara. Dopo il decreto del Ministro Romani, il contraccolpo si e’ già sentito poiche’ l’imposizione tassativa del termine del 31 maggio per il riconoscimento degli incentivi sta devastando il credito alle imprese, (molte banche stanno disdettando i mutui per la realizzazione degli impianti), annienta gli ordini e spinge al fallimento moltissime imprese, determinando la perdita di migliaia di posti di lavoro qualificati. Quello del fotovoltaico e delle rinnovabili e’ un comparto produttivo in espansione: occupa 120mila persone ma ora rischia di perdere 40 mila posti di lavoro. Il caos, la confusione, e la cialtroneria che stanno seguendo il provvedimento governativo nascondono il teatrino degli affari; in azione sono entrate le lobby, a cominciare da quella del nucleare, i cui interessi stratosferici stanno degradando il dibattito sull’energia in Italia. Mentre la maggior parte dei paesi a economia avanzata punta sui settori delle energie alternative , l’Italia va controcorrente: “chiude” alle rinnovabili e punta dritto sulla follia nucleare e questo, nonostante il dramma senza fine che ha colpito e sta colpendo il Giappone. Infatti il Giappone del dopo terremoto/tsunami ci insegna che, la sicurezza di una centrale nucleare, come di qualunque altro sistema complesso, si misura in termini probabilistici. E’ vero che una tecnologia puo’ essere piu’ sicura di un’altra, ridurre, anche di molto, le probabilita’ di incidente quindi il rischio. Se per esempio c’e’ guerra o terrorismo, o costruisco in zone sismiche o anche solo aumento il numero delle centrali, aumentano le probabilita’ di incidente. In Italia questa complessita’ si arrichisce a causa di due specifiche caratteristiche: la vasta corruzione e l’ignoranza dei governanti in carica. Per queste ragioni e per i rischi di un ritorno al nucleare, con uno specifico ODG, SEL di Massa Carrara proporrà al Sindaco Pucci di fare della Città capoluogo, un Comune denuclearizzato.
Mercoledì 9 Marzo alle ore 17.30 c/o Centro Congressi APT di Marina di Massa (via San Leonardo 492) Fausto Bertinotti presenterà il suo libro “CHI COMANDA QUI?”.
Partecipa Paolo Ermini, direttore del Corriere Fiorentino.
La serata si concluderà con una Cena sociale che si svolgerà alle 20 c/o il Ristorante il Cavallino Rosso di Ricortola. Il prezzo di partecipazione è di € 25.00.
Per la cena la prenotazione è obbligatoria, e si può effettuare presso i rispettivi circoli o direttamente ai seguenti numeri:
3357761775 - 3457181789 - 3358241622
